La chiusura dell’incisione cutanea effettuata durante l’intervento chirurgico può avvenire tramite:
Punti non visibili esternamente, che si sciolgono autonomamente nell’arco di un paio di settimane e non necessitano di rimozioni.
Punti visibili esternamente, la cui rimozione dipende dalle caratteristiche della cute, perciò occorre un’attenta valutazione medica. Possono restare in sede da un minimo di 7 giorni fino ad un massimo di 30 giorni.
Materiale che si solidifica a contatto con i liquidi della ferita e si stacca autonomamente dalla pelle al termine del processo di guarigione, come una crosta.
La scelta della tecnica di sutura dipende dalla localizzazione anatomica della ferita e dallo spessore dei tessuti coinvolti.
La sutura effettuata con fili riassorbibili o graffette metalliche viene normalmente coperta da un cerotto che funge da barriera nei confronti del reggiseno.
La cute a ridosso della sede di cicatrizzazione presenta un’alterazione della sensibilità, che impedisce il riconoscimento tempestivo di eventuali micro-lesioni a livello locale.

💡N.B.
Maggiori informazioni su: gestione del cerotto (link a MEDICAZIONE POST OPERATORIA).
Maggiori informazioni su: Alterazione della sensibilità (link a PERCEZIONE POST OPERATORIA).

Il dolore post operatorio è un dolore acuto, solitamente localizzato nell’area di intervento chirurgico, ma può estendersi anche alle zone circostanti.
Il dolore rappresenta la risposta al trauma tissutale causato dall’atto chirurgico.
La percezione del dolore è costituita da diverse componenti di natura organica, psicologica ed esperienziale.
La sensazione di dolore è variabile da persona a persona, pur manifestandosi nello stesso evento (es. intervento chirurgico).
Il dolore acuto postoperatorio viene trattato sia in sede intra-operatoria, sia durante il ricovero con farmaci antidolorifici ed antinfiammatori.
IEO prevede protocolli di trattamento del dolore acuto con prescrizione di farmaci ad orari fissi in associazione ad altri prescritti invece “su condizione”, da somministrare nel caso in cui la terapia standard non garantisca una copertura ottimale.
In IEO viene utilizzata una scala per la valutazione del dolore con valori che vanno da 0 a 10
Il personale medico ed infermieristico chiede frequentemente di specificare il valore associato al proprio dolore allo scopo di valutare l'adeguatezza della terapia antalgica ed apportare eventuali modifiche.
Un adeguato controllo del dolore aiuta a prevenire le complicazioni post operatorie, favorendo il recupero ed il ritorno alle normali attività.
💡 N.B.
Alla dimissione vengono fornite le indicazioni e le informazioni necessarie sul tipo di farmaco, dose ed intervallo di somministrazione per gestire la terapia antalgica al domicilio.

Per ogni intervento chirurgico, sono definite tempistiche diverse di mobilizzazione in base allo stato di salute, alla ferita chirurgica e ad eventuali drenaggi.
💡 N.B.
Sarà cura del personale infermieristico, valutare tali variabili ed indicare il momento opportuno per la prima mobilizzazione.
PER ALZARSI CORRETTAMENTE OCCORE:
💡 N.B.
- In caso di vertigini chiamare il personale sanitario e non alzarsi in autonomia.
- Ricordarsi di portare sempre con sè i drenaggi, con il braccio operato come promemoria per evitare sforzi.
- In base alla disponibilità e alla tipologia d’intervento potrà essere fornito un letto meccanico che faciliterà gli spostamenti.
E' opportuno attendere un periodo di tempo consono dall'intervento eseguito prima di riprendere ad assumere liquidi e solidi; questo perchè l'anestesia favorisce nausea e vomito e deve essere adeguatamente smaltita.
Durante la prima giornata postoperatoria si potrà riprendere l'alimentazione abituale, pertanto è fondamentale segnalare eventuali intolleranze e/o allergie al momento dell'accettazione.
💡 Bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno è fondamentale per la ripresa fisica nel postoperatorio, infatti:
aiuta a prevenire capogiri e cali di pressione;
ripristina il volume di sangue eventualmente perso durante l'intervento;
migliora il circolo capillare e previene la sofferenza cutanea intorno alla ferita chirurgica.
Un'idratazione adeguata è importante anche durante la convalescenza a casa, è possibile ricorrere tè o succhi di frutta, ma è necessario limitare le bevande molto zuccherine che possono influire negativamente sulla corretta cicatrizzazione della ferita chirurgica.

Nella sede di intervento chirurgico possono manifestarsi alterazioni della sensibilità cutanea.
Durante l’operazione chirurgica possono essere temporaneamente irritati alcuni fasci nervosi e ciò può provocare formicolii, prurito, intorpidimento, sensazioni di gonfiore e bruciore.
Tali sintomi non devono creare preoccupazioni né sospensione della riabilitazione post operatoria.
In genere questi disturbi regediscono in tempi variabili da persona a persona (1 settimana - 1 anno).
💡 N.B.
È comunque consigliabile esporre al proprio medico, durante le visite di controllo, dubbi o alterazioni della sensibilità che si protraggono nel tempo.
Il drenaggio è un dispositivo che consente la fuoriuscita di fluidi contenuti all’interno dei tessuti in seguito ad un intervento chirurgico. La tipologia, il numero e la durata del posizionamento sono scelte mediche in relazione alla procedura chirurgica.
Gestione del drenaggioa domicilio from Istituto Europeo di Oncologia on Vimeo.
Gestione del drenaggio a domicilio
DRENAGGIO JACKSON PRATT
Il drenaggio Jackson Pratt è ancorato con un punto di sutura alla cute, è costituito da un tubo collegato ad un contenitore a palloncino in grado di effettuare una blanda aspirazione. Al palloncino è collegata una sacca graduata in cui è possibile far defluire il liquido e misurarlo.
GESTIONE:
💡 N.B.
DRENAGGIO BELLOVAC
Il drenaggio è ancorato con un punto di sutura alla cute, è costituito da un tubo collegato ad un contenitore a soffietto in grado di effettuare una blanda aspirazione. Al soffietto è collegata una sacca graduata in cui è possibile far defluire il liquido e misurarlo.
GESTIONE:
💡 N.B.
RACCOMANDAZIONI DRENAGGIO
Osservare le caratteristiche del liquido drenato in relazione alla quantità.

🔔 Un aumento improvviso del flusso ematico associato ad una colorazione rosso vivo costituiscono un campanello d’allarme.
💡 N.B.
Contattare i numeri telefonici presenti sulla relazione infermieristica consegnata al momento della dimissione. La presenza di piccoli grumi di fibrina all’interno del tubo del drenaggio è normale e non ostacola la fuoriuscita di liquido all’interno del drenaggio.
Nonostante il corretto funzionamento del drenaggio e l’adeguata gestione domiciliare è possibile che:
💡 N.B.
Inviare una email al chirurgo referente affinché possa programmare un appuntamento di controllo o indicare come procedere.
RIMOZIONE PROGRAMMATA DEL DRENAGGIO
Durante la visita di controllo ambulatoriale verrà valutata l’opportunità di rimuovere il dispositivo in base all’andamento della quantità di liquido drenata e alla data di posizionamento.
La permanenza del drenaggio è differente per ciascuna persona, la rimozione avviene quando il chirurgo ritiene cessata la sua funzione; tale manovra è indolore e consiste nella resezione del punto di sutura e nello sfilamento del tubo.
Una volta rimosso il drenaggio verrà programmata una medicazione di controllo per valutare l’eventuale formazione di sieroma.️