L’ Istituto Europeo di Oncologia dà il calcio d’inizio alle celebrazioni del suo venticinquesimo anno con il primo IEO Alumni Meeting: 40 scienziati di punta, formati in IEO e oggi dirigenti di gruppi o istituti di ricerca in tutto il mondo, dagli USA a Singapore, si riuniscono per la prima volta per discutere le priorità della ricerca contro il cancro nel mondo nel prossimo decennio, e confrontarle con le strategie di IEO.
"Ieo è uno dei pochi centri in Italia a poter contare su una rete internazionale di talenti formati a un’unica scuola- spiega Bruno Amati, Direttore del dottorato di ricerca e di una Unità di Ricerca IEO – Sono circa 200 gli studenti che hanno ottenuto un PHD in IEO, italiani e non-italiani, e in 80 hanno lasciato l’Italia. Non si tratta di cervelli in fuga, ma di menti che hanno popolato il mondo, hanno fatto germogliare le loro idee e quelle degli istituti dove operano, e stanno a loro volta formando la nuova classe dirigente scientifica. Oltre a rappresentare una parte significativa dell’ eccellenza italiana nel mondo".
"Abbiamo definito un obiettivo strategico e cinque priorita’ per raggiungerlo – spiega Piergiuseppe Pelicci, Direttore della Ricerca IEO, e coordinatore del dottorato di ricerca – Siamo convinti che i prossimi progressi della lotta al cancro deriveranno dalla Medicina di Precisione, quindi i Cancer Center come IEO devono trasformarsi in Istituti di Precision Medicine. Come? Dando priorità a 5 aree. Lo sviluppo della ricerca di base, cioè lo studio dei meccanismi molecolari e cellulari della malattia; l’approfondimento dei meccanismi di resistenza ai farmaci, sia delle terapie molecolari che dell’ immunoterapia, oltre che della chemioterapia; il potenziamento della genomica: biopsie liquide e integrazione di diverse tecnologie “omiche” (genomica, proteomica, metabolomica, radiomica) per una visione d’insieme dei meccanismi alla base dei tessuti sani e di quelli tumorali, che permetta di identificare quelli su cui si puo’ intervenire; l’accelerazione del processo di scoperta di nuovi farmaci; la medicina personalizzata , cioè uso delle caratteristiche di ogni paziente e/o del suo tumore per valutare individualmente il rischio di malattia, il percorso di prevenzione, l’accesso a terapie mirate”.
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