Prima di ricevere un trattamento chemioterapico, ricevi dal medico e dall’infermiere di riferimento le informazioni sui potenziali effetti collaterali dei farmaci chemioterapici.
Gli effetti collaterali sono dovuti al fatto che gli agenti chemioterapici agiscono anche sulle cellule non malate. Le cellule dell’organismo più facilmente interessate sono quelle del midollo emopoietico, del tratto gastrointestinale, dell’apparato riproduttivo e i follicoli del cuoio capelluto. Importante è però ricordare che:
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I farmaci chemioterapici possono ridurre i valori dell’emoglobina, dei globuli bianchi e delle piastrine per una tossicità temporanea sul midollo emopoietico. Per questo motivo prima di ogni ciclo di chemioterapia è necessario effettuare un esame del sangue per verificare i valori di emoglobina, globuli bianchi e piastrine per la conferma dell’avvenuto recupero. In genere la tossicità ematologica si risolve prima della successiva somministrazione del trattamento chemioterapico.
Effetti sui globuli rossi
I globuli rossi sono le cellule prodotte dal midollo emopoietico deputate al trasporto delle molecole di ossigeno nel nostro organismo. Quando la conta dei globuli rossi e – quindi - indirettamente i valori di emoglobina si abbassano si parla di anemia indotta dai chemioterapici. L’anemia può determinare, in base al grado, stanchezza, difficoltà a respirare dopo sforzo, capogiri. Può essere qualche volta necessario incrementare l’apporto di ferro nella dieta e in alcune situazioni effettuare una trasfusione di sangue.
Effetti sui globuli bianchi
I globuli bianchi sono le cellule prodotte dal midollo emopoietico deputate ai meccanismi di difesa del nostro corpo contro le infezioni. Se si riscontra un abbassamento dei globuli bianchi di una certa entità il medico consiglierà un periodo, di durata limitata e definita, in cui sarà necessario evitare il contatto con persone potenzialmente infette e la frequentazione di luoghi sovraffollati. I seguenti strumenti possono essere utili per ridurre il rischio di contrarre infezione:
Effetti sulle piastrine
Le piastrine sono le cellule prodotte dal midollo emopoietico coinvolte nel processo che blocca un eventuale sanguinamento. Se la conta delle piastrine è significativamente bassa potrebbe esserci una maggiore facilità a epistassi ed ematomi. E’ molto importante evitare traumi e contusioni anche banali nei giorni in cui i valori delle piastrine sono bassi. Massima cautela e precauzione devono essere adottate durante l’igiene del cavo orale. Occorre evitare di assumere farmaci come FANS (es. brufen, nimesulide, ketorolac), acido acetilsalicilico, anticoagulanti nel periodo in cui la conta piastrinica è bassa, salvo diverse indicazioni del tuo oncologo. Inoltre, prima di sottoporsi a qualsiasi procedura odontoiatrica o chirurgica occorre chiedere il benestare dell’oncologo referente.
Irritazione/ infiammazione delle mucose (mucosite)
Alcuni farmaci chemioterapici possono causare secchezza delle fauci o arrossamento delle mucose del cavo orale e del tratto gastroesofageo associato a bruciore e qualche volta dolore. Esistono efficaci rimedi farmacologici, che saranno spiegati e discussi al momento dell’avvio della terapia e indicati anche per iscritto per trattare i sintomi. Esistono misure di prevenzione.
Inoltre qualche consiglio alimentare per prevenire la “Secchezza delle mucose”:
Relativamente all'“Infiammazione delle mucose”:
Alterazione del gusto e dell’odorato
Alcuni farmaci chemioterapici possono causare un’alterazione del gusto e/o dell’odorato. Adotta i seguenti accorgimenti per il trattamento di questi disturbi.
Si ricorda di limitare l’uso di spezie o salse piccanti se presente anche infiammazione delle mucose.
Nausea e vomito
Qualche volta i chemioterapici possono provocare nausea e/o vomito. Il tuo oncologo ti prescriverà farmaci prima della somministrazione della chemioterapia per la prevenzione della nausea e del vomito. Adotta i seguenti accorgimenti per controllare la nausea:
Per controllare il vomito:
Perdita di appetito
A volte può succedere che il trattamento chemioterapico riduca l’appetito. E’ molto importante variare spesso i cibi e sperimentare nuovi alimenti. In ogni caso potrai ricevere dal tuo oncologo e dal tuo infermiere di riferimento consigli utili per evitare o risolvere questo problema. Una dietista/nutrizionista è a tua disposizione qualora la perdita di appetito si accompagnasse a una riduzione di peso. Ricordati che:
Stipsi
La stipsi è un effetto collaterale frequente dei trattamenti chemioterapici, ma anche dei farmaci che il tuo oncologo prescrive prima della somministrazione dei chemioterapici per prevenire la nausea e/o il vomito. Anche alcuni farmaci antidolorifici possono favorire l’insorgenza di questi disturbi.
In ogni caso il tuo oncologo e il tuo infermiere di riferimento saranno in grado di trovare insieme a te i rimedi più adeguati per controllare questo sintomo.
I seguenti suggerimenti possono essere utili per aiutarti a prevenire la stipsi.
Non trascurare la stipsi: potrebbe peggiorare la nausea.
Diarrea
Se hai diarrea da più di 24 ore o dolori crampiformi allo stomaco e addominali informa immediatamente il tuo oncologo che prescriverà farmaci specifici per interrompere rapidamente il disturbo. Ricordati di mantenere la zona rettale pulita e asciugare bene, gentilmente, l’area dopo ogni scarica diarroica e informare l’oncologo se la diarrea dura più di 24 ore.
I seguenti suggerimenti ti aiuteranno comunque a evitare un peggioramento della diarrea.
Mantenere la zona rettale pulita e asciugare bene, gentilmente, l’area dopo ogni scarica diarroica.
Informare l’oncologo se la diarrea dura più di 24 ore.
Molti farmaci chemioterapici hanno alcuni effetti sul sistema riproduttivo maschile e/o femminile.
Per le donne alcuni chemioterapici possono influenzare le caratteristiche del ciclo mestruale rendendolo irregolare sia in termini di durata sia in termini di quantità del flusso oppure determinate una sospensione del ciclo, inducendo indirettamente sintomi correlati alla menopausa. In ogni caso, anche quando il ciclo mestruale non si presenta, una gravidanza resta possibile. In corso di trattamento chemioterapico la gravidanza è controindicata e i rapporti sessuali devono essere protetti. Il feto potrebbe subire malformazioni conseguenti alla chemioterapia, ecco perché una gravidanza durante chemioterapia è controindicata. In ogni caso potrai ampiamente discutere questi aspetti con il tuo oncologo di riferimento e con il personale dedicato che IEO mette a disposizione.
Per gli uomini, alcuni agenti chemioterapici potranno ridurre la conta degli spermatozoi. Parla liberamente con il tuo oncologo. In ogni caso in corso di chemioterapia si sconsiglia di avere rapporti non protetti perché non c’è una completa garanzia che non ci siano danni sul feto da parte degli agenti chemioterapici. Dopo il trattamento chemioterapico la conta degli spermatozoi dovrebbe tornare nella norma, se era normale prima della chemioterapia. La pianificazione familiare potrà essere discussa con il proprio oncologo e anche i metodi contraccettivi più sicuri.
Alcuni farmaci chemioterapici possono causare indebolimento, diradamento o la completa perdita dei capelli. Anche in altre parti del corpo ci può essere la caduta dei peli. La caduta dei capelli in genere (se avviene) si verifica entro i 21 giorni successivi alla somministrazione dei chemioterapici. In ogni caso il tuo infermiere di riferimento e il tuo oncologo ti aiuteranno ad affrontare tale cambiamento. Dovesse essere necessario o utile l’uso di una parrucca, il tuo infermiere di riferimento fornirà le informazioni utili e valuterete insieme se scegliere tale soluzione prima o durante la chemioterapia.
È difficile accettare la caduta dei capelli e ci sarà comunque uno stato emotivo difficile nel momento in cui i capelli cadranno. Potresti sentirti nervoso/a o depresso/a. Queste reazioni emotive sono normali e si riescono a superare. Ricorda tra l’altro che, quando avrai finito il programma di chemioterapia, i tuoi capelli ricresceranno. È possibile nei primi mesi che i “nuovi” capelli siano più robusti e/o di un colore lievemente diverso.