La stima del rischio oncologico e della predisposizione familiare-ereditaria all’insorgenza di tumore mammario e ovarico viene discussa in sede di consulto specialistico (counseling oncogenetico) e prevede la valutazione clinica del caso integrata, laddove risulti indicato dall’apposita indagine molecolare (test genetico).

Innanzi tutto la invitiamo a leggere attentamente queste domande:
Se ha risposto Sì a una o più delle domande, potrebbe essere indicato un consulto, pertanto le consigliamo di contattare uno specialista della Divisione di Prevenzione e Genetica Oncologica per un counseling genetico.
Counseling genetico
Il counseling genetico consiste in un processo articolato e personalizzato di comunicazione e informazione, estremamente importante sul piano clinico ma altrettanto delicato e complesso su quello personale per le implicazioni psicologiche ed emotive.
Gli obiettivi del Counseling oncogenetico sono:
(*) L’intervento del counselor ha come obiettivo principale permettere alla persona di raggiungere una decisione autonoma e consapevole.
L’intervento del counselor può essere utile in particolare per aiutare il soggetto a:
Supporto psicologico
Il counseling decisionale va distinto dal vero e proprio supporto psicologico che ha obiettivi in parte diversi. Il supporto psicologico agisce per aiutare la persona a gestire le reazioni emotive e comportamentali che la conoscenza di un aumentato rischio di sviluppare un tumore o di essere portatori di mutazione può produrre in un soggetto. Offre inoltre un supporto nell’individuare strategie cognitive per affrontare in modo efficace le informazioni ottenute e le scelte che si dovranno affrontare.
Test genetico: che cos'è e quando farlo
Se durante il colloquio di Counseling Genetico emerge l’opportunità di procedere con la ricerca della presenza di mutazione genetica, sarà innanzi tutto identificata la persona della famiglia più indicata per il primo test genetico.
Il test genetico consiste in un semplice prelievo di sangue periferico. Decidere se e quando procedere con il test genetico è una libera scelta che andrà fatta solo quando il soggetto si sentirà pronto.
Quando il risultato sarà pronto, il soggetto avrà una seconda consulenza con lo specialista che gli spiegherà il significato del risultato e le implicazioni che avrà sui programmi futuri di sorveglianza clinico-strumentali, e le possibilità di riduzione del rischio con mezzi medici o chirurgici. Durante tale seconda consulenza si discuterà, se indicata, l’opportunità di procedere con l’effettuazione del test di accertamento ad altri consanguinei.
Per ulteriori informazioni:
Divisione di Prevenzione e Genetica Oncologica
Tel 02 9437 2655 / 02 5748 9892
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