Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Europeo di Oncologia, diretti da Bruno Amati e Arianna Sabò, ha scoperto una “firma molecolare”, ovvero un insieme di geni concatenati fra loro, che caratterizza un sottogruppo aggressivo di carcinomi epatocellulari.
La scoperta apre la strada allo sviluppo di nuove opzioni terapeutiche per questo tumore, per cui le possibilità di cura sono attualmente limitate. I risultati dello studio, sostenuto da Fondazione AIRC e da Worldwide Cancer Research, sono pubblicati sulla rivista scientifica Hepatology.
“I meccanismi molecolari alla base dello sviluppo dei tumori del fegato, di cui il carcinoma epatocellulare è la forma più diffusa, sono stati solo parzialmente compresi. – dichiara Bruno Amati, Direttore di Unità presso il Dipartimento di Oncologia Sperimentale IEO - Per questo, aver identificato la firma molecolare è una tappa di importanza scientifica e clinica fondamentale, perché questi oncogeni possono essere i bersagli da colpire per fermare la malattia”.
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