La chemioterapia adiuvante per le pazienti con un tumore del seno “HER2-positivo” può essere ridotta di intensità, ottenendo, anche nel lungo termine, stessa efficacia e minore tossicità. A stabilirlo sono i dati pubblicati sull’autorevole rivista Lancet Oncology, corredata da un editoriale del Prof. Giuseppe Curigliano, Direttore della Divisione Sviluppo Nuovi farmaci per Terapie Innovative dello IEO, che afferma «questo lavoro rappresenta una pietra miliare nella storia del cancro della mammella: abbiamo definitivamente dimostrato che per i tumori iniziali HER2-positivi, “si può fare di meno ottenendo di più”».
Secondo il Dottor Paolo Tarantino, coautore dello studio e ricercatore del team di Curigliano allo IEO, ciò potrebbe portare in futuro ad una personalizzazione dei trattamenti in base alla biologia di ciascun tumore HER2-positivo».
Il Dottor Dario Trapani, oncologo medico IEO, aggiunge che «l’obiettivo è di suggerire una metodologia per il disegno di studi di de-escalation per tutti i tipi di tumore e offrire uno strumento per valutare approcci di cura innovativi per migliorare la tossicità dei trattamenti oncologici, mantenendo la stessa efficacia».
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