Al 17° Congresso dell’Associazione Europea di Dermatologia Oncologica (EADO) – in forma virtuale e organizzato insieme al 10° Congresso Mondiale sul Melanoma - sono stati presentati 2 sondaggi che evidenziano gli ostacoli nell’identificazione precoce del melanoma.
I due sondaggi rientrano nel progetto “Bersaglio Melanoma”, realizzato con l’obiettivo di comprendere le motivazioni che possono causare diagnosi tardive ed evidenziare così i punti di forza e debolezza del sistema di prevenzione italiano, per ridurre i casi di malattia individuati in fase avanzata.
Nel 2020, in Italia, sono stati stimati 14.900 nuovi casi di melanoma. “Prevenzione e diagnosi precoce sono i due fattori su cui è necessario continuare a intervenire per combattere il melanoma, che è guaribile se individuato in stadio iniziale – spiega Paola Queirolo, Direttore della Divisione di Oncologia Medica del Melanoma, Sarcoma e Tumori Rari IEO. Il 50% dei pazienti afferma di non aver mai eseguito, prima della diagnosi, una visita dermatologica per il controllo dei nei e il 43% sottolinea di aver avuto da sé il sospetto di una lesione a rischio. Bisogna insistere sui progetti di informazione e sensibilizzazione, perché il 36% dei pazienti afferma di non aver mai sentito parlare del melanoma prima della diagnosi e solo il 30% dichiara che, nella Regione di residenza, vengono organizzate campagne di prevenzione primaria e secondaria dedicate al melanoma”.
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