Un gruppo di ricercatori dell'Istituto Europeo di Oncologia e dell'Università degli Studi di Milano ha scoperto un inedito meccanismo molecolare, originato dalla proteina NUMB; che spiega l’aggressività di alcuni tumori della vescica e che permetterà di offrire terapie più mirate ed efficaci anche per queste forme.
I risultati dello studio - coordinato da Salvatore Pece, Direttore del Laboratorio “Tumori Ormono-Dipendenti e Patobiologia delle Cellule Staminali” dello IEO, nonché professore ordinario di Patologia generale e Vicedirettore del Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia dell'Università Statale di Milano - sono appena stati pubblicati sulla prestigiosa rivista Nature Communications.
“La proteina NUMB – spiega il Professor Pece – funziona come un interruttore molecolare che, se è spento, accelera la progressione tumorale e influenza il decorso clinico della malattia. Rappresenta quindi un biomarcatore molecolare che consente di identificare i tumori superficiali a elevato rischio di progressione verso tumori muscolo-invasivi e di mettere in atto terapie in grado di bloccare questa progressione”.
“Abbiamo già brevettato la nuova firma molecolare emersa da queste ricerche e stiamo per avviare studi clinici per validarne l’utilizzo come marcatore, per identificare i pazienti ad alto rischio di progressione di malattia che potranno beneficiare nel prossimo futuro di una nuova prospettiva terapeutica con farmaci più precisi e mirati” aggiunge il Prof. Roberto Orecchia, Direttore Scientifico dello IEO.
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