In un’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore, il Prof. Nicola Fusco – Direttore della Divisione di Anatomia Patologica dello IEO – racconta come la digitalizzazione stia trasformando radicalmente la diagnosi oncologica. Grazie alla digital pathology, alle tecniche di sequenziamento molecolare (NGS) e all’uso dell’intelligenza artificiale, il patologo oggi svolge un ruolo centrale anche nell’orientamento terapeutico.
«A fianco della diagnosi istopatologica tradizionale – spiega Fusco – affianchiamo test molecolari avanzati e analisi su biopsia liquida per caratterizzare in profondità i tumori, rendendo la diagnosi più precisa e predittiva.»
Un esempio concreto è l’uso di algoritmi di machine learning per valutare biomarcatori come Trop2, migliorando la selezione terapeutica nei pazienti oncologici. Ma non solo: alcuni algoritmi sono già in grado di identificare alterazioni genetiche complesse direttamente dalle immagini digitali dei tessuti.
Allo IEO, il gruppo guidato da Fusco è protagonista dell’innovazione, grazie anche a progetti strategici come Bianca, una piattaforma digitale integrata che raccoglie dati clinici e molecolari di oltre 30 anni di attività dell’Istituto.
«La digital pathology è un vero motore di innovazione scientifica – conclude Fusco – che migliora la qualità delle cure e apre nuove strade alla medicina personalizzata.»
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